Tu non m'hai detto com'eri fatta
M'hai lasciato a capirlo da solo
Ed ora vieni, piena di rabbia
A sbattermela sulla faccia
Cosa pretendevi dai vent'anni
Cosa pretendevi da due falsi d'amore
Una sera di venti uggiosi
farò visita a Mrs. Sally Holmes
e, sciroccato come una campana
chiederò della floribunda
bianca mutante sul rosa
dei crisantemi d'inverno
che somigliano a dalie raggiose
dei replicanti,
le chiederò di spalancare
greco e levante
ostro e libeccio
ponente e maestro
spazzare il suo regno
spezzare le ossa a fat man
per tutte, una volta;
allora
mi sentirò importante,
figlio mio
Nota:
la rabbia insorge anche per la capacità di comprendere, o presunta tale. Ed è in quel caso, se impotente, ancor più furibonda.
In questo componimento io la esprimo intervenendo sull'ormai annoso, e famoso, dualismo che s'è creato fra la scienza, che rivendica la più completa libertà di ricerca, e chi invece si è posto la domanda: se tutto è indagabile, tutto è moralmente lecito ? O chi, come Mario Luzi, disse " Certe spettacolari conquiste della tecnologia hanno dato all'uomo più disagio che letizia."
Io ho preso posizione.
Sally Holmes oltre che essere, spero ancora, moglie di Robert Holmes, il più famoso ibridatore inglese di rose, è anche una delle più belle rose da giardino mai create: la floribunda bianca mutante sul rosa. Fat man è la bomba che fu lanciata, nel '45, su Nagasaki.
Io rinuncerei addirittura alla Bellezza, ai Fleurs di rimbaudiana memoria: le sere turchine d'estate andrò nei sentieri..... purché la scienza non venisse ignobilmente sfruttata. In nome mio, e di " If.
D'autunno
si vedono le foglie
smorzare il verde ai colori
le idee generali
rinsecchirsi
se mancasse, l'autunno
s'interromperebbe 'o sentimento
ai passi, nel tempo
e nello spazio
l'incombenza futura
e ci sorprenderebbe,
la morte.
A me mi piace, l'autunno,
mi fa forte !
Resurrezione
Dunque, finalmente sono qui con voi, o meglio non me ne sono mai staccato; finalmente ferro e silice, mineralogia di una paludosa solidità del mondo sul quale abbiamo camminato si sono di nuovo giunti, stavolta avvinti in una morsa di tale nuova concezione che nessuna scienza passata, presente e futura ormai potrà separarli; la morte dolcemente, eternamente ci ha allacciati, ha tramato i fili del sole a quelli della luna, ha fatto brillare in un sol colpo, lei si, tutti gli astri, i frammenti anche i più nascosti, ha fatto resuscitare i più implosi, striare la volta delle luci ancora nel ventre del creatore, le ha fatte danzare nel suo regno a magnificare il vostro volto, la glauca trasparenza che voi avevate riservato solo a me; Selene si è inebriata del desiderio dell' indomito cocchiere, è caduta in un'estasi da cui non potrà più destarsi se non fra le braccia dello sposo; a fronte di così grande miracolo non vi è mano, non vi è parola, non l'arte né il pensiero, né marmo cui possano soggiacersi le nostre tragiche polveri, né lacrima che non debba animarsi, e saziarsene, alziamoci Giulietta; alziamoci a volare, di nuovo e per sempre porgete a Romeo le vostre esangui dita.
Oh, giavellotti, oh frecce
incandescenti, palle rotanti,
asce, bighe micidiali
portaerei, oh bombardieri
leopard, cacciatorpedinieri
missili, argentei senza scampo
si trasformassero le mie labbra
la lingua,
e l'ugola caio cesare,
la rapidità, la visione, l'agire:
per dirvi come
si dovrebbe far presto,
cambiare i comandanti,
sulla terra, riportarci
l'uomo,
cos'altro ?
A volte
il noi stessi che è in me
si ferma e ricorda
come su un grammofono
con la puntina spezzata
quella vecchia canzone
chi ci sarà dopo di te di me
e vedo un mondo fatto
di ora et labora
di pianti e sorrisi
e piccoli tanti cantori
di nuovo e sempre
dopo quel giorno senza paura
lontano o vicino
Fiocina, fiocina !
E la barca scivola lenta sul mare
di bianco pomice, di coralli
gioielli ad un tempo, di sottospecchi
di cieli poeti.
Fiocina, fiocina,
e il ferro vola
legato alla corda
serrata ben salda.
La femmina è presa,
ferita a morte al dorsale.
Chi c'è più muto d'un pesce ?
Il maschio, già in salvo
al largo, l'attende,
s'incantesima
Fabrizio, il cameriere avventizio,
ha guardato sbigottito
il signore brizzolato
con giacca di fusaglia
cravatta blu su camicia di lino
alcuni libri buttati lì
parlare come nulla fosse
al tavolino della grassa nigeriana
sedutasi là per equivoco.
due scandali uno sull’altro.
dalla bocca innaturalmente gonfia
uscivano come spire inenarrabili
e voluttuose
i sogni di una giovane africa
ancor più prona e disperata
di una patriottica italia,
ma più vergine.
ella narrava dei suoi sogni:
sogni davvero
una tela su cui non sapendo dipingere
incollava lembi stracciati dai cartoni
e fiori, fiori bianchi e rossi a salire
di sghembo da un'ascissa
Fabrizio, sbigottito
dall’incasso delle due consumazioni
Questa notte, stanotte
all'improvviso,
una lupa
m'ha offerto i suoi seni;
strusciava la lingua
sul mio viso.
Effluvi di cagna
senza padroni
soccombevano avanti
gli appassionati canini,
alle bave, agli occhi
di fuoco;
sembravano parlarmi, essi,
senza parole.
Impazzito dalla sua foia
l'ho tirata sotto le lenzuola
me la sono posta
di fianco, imbrancata sul mio petto
la schiena,
le ho sollevato la coda,
poi era tanta la mia
che l'ho rivoltata,
supina, e mi sono calato
sollevando in alto
artigli quasi di velluto.
Ho percorso più volte,
sbarellando
in lungo e in largo, i suoi umori
e stavo impugnando
la penetrazione, stavo
per sboccarla
come un tino
quando ella ha guaito.
Lì ho avuto paura,
del suo morso e
il sogno, come una bolla
è svanito
Vi è in questa luna
malata e soffusa
un pregevole tratto
una scanalatura di mezzo
ininterpretabile
dopo decenni
di satelliti
l'uomo ancora
non sa cosa sia
se una fusione
una fissione
maledetto il giorno
in cui
ci sbarcheremo
in massa